Critica 

B
Come Berlino, percorsa da Stefano Snaidero a quindici anni
dalla “caduta del Muro”.
Il progetto nasce da una domanda: si può ancora parlare di Berlino Est?
E come Etnie. Diverse quelle che convivono e si muovono nel reticolato urbano e sociale: attori protagonisti negli scatti, i personaggi “ritratti” diventano i secondi , i minuti, le ore che scandiscono il percorso dell’indagine fotografica con un Tempo per ogni vita;quello della protesta, l’attesa, lo svago, l’incontro.
R come Ritratto di una città che cambia volto. Orizzonti visivi ampliati dalle nuove architetture.
Orizzonti mentali che si aprono ai nuovi fermenti e diventano Arte.
Quella descritta da Stefano è una Berlino in cui si intrecciano le Geografie umane e urbane.
L la scelta consapevole di osservare, senza giudizio una città che tenta un dialogo con il proprio passato, un approccio diverso alla storia e dove il futuro è la realtà dominante.
I come l’Inquadratura che si muove di pari passo con questa scelta: dal basso verso l’alto, di scorcio, molto spesso dietro i personaggi, si muove silenziosamente, quasi a non voler “disturbare” il frenetico o lento fluire della realtà che la circonda e tanto affascina ogni visitatore.
N come No-Limit della fotografia, che non esaurisce il proprio compito nel taglio orizzontale o verticale degli scatti ma continua oltre la cornice, lasciando definire il confine o il proseguimento all’immaginazione di chi la osserva.