LOREDANA CAMPA

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A FONDO PAGINA BIOGRAFIA E CRITICA DI LOREDANA CAMPA
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TITOLO:CITTA' 09  ANNO:2008   TECNICA:OLIO SU TELA MISURE:102X144 PRESENTE    05\03\2011  
 
TITOLO:ORIZZONTI  ANNO:2006   TECNICA:OLIO SU TELA MISURE:102x143 PRESENTE    05\03\2011  
TITOLO:NOTTURNO  ANNO: 2010  TECNICA: OLIO SU TELA MISURE:51X95  PRESENTE    05\03\2011    
TITOLO:CITTA' 04  ANNO:2009  TECNICA:OLIO SU TELA MISURE:67X91   PRESENTE    05\03\2011
 
 
BIOGRAFIA E CRITICA LOREDANA CAMPA

Artista facente parte della  ASHANTI®GALLERIA | arte contemporanea  dal 2010

Vive e lavora a Lecce

Diploma di maturità conseguito presso l’Istituto d’Arte “G. Toma” di Galatina, settore tessuto, il 21.7.87, dove ha appreso le diverse tecniche di lavorazione dei tessuti, incluse progettazione e disegno, con particolare riguardo della tecnica del Batik.
Laurea di 1°livello
  conseguita presso “l’Accademia di Belle Arti di Bologna”, corso di pittura nell’anno 1990/91 con votazione 105 Tesi sull’illustrazione, Prof. Dallari M.).
Diploma 2°livello, per l’abilitazione all’insegnamento
della classe A028 (Educazione artistica) e A025 (Dis. e Storia dell’arte) conseguito  presso la SSIS (Scuola di Spec.ne per l’insegnamento secondario) di Bologna il 23/05/02.
Diploma di specializzazione per il sostegno
e metodi differenziati di tipo polivalente, conseguito presso la SSIS di Bologna.
Laurea di 2°livello, in Arti
Visive e Discipline dello Spettacolo
(indirizzo pittura) conseguita  presso “l’Accademia di Belle Arti di Lecce” nell’anno 2006/07 con votazione 110 e lode ( tesi dal titolo “L’artista e il marketing” Prof. Basile A.)

 

LOREDANA CAMPA - ESTRATTI DI RECENSIONI

PERSONALE – SALETTA " S. GIOVANNI" – 1993 MODENA (LA GAZZETTA DI MODENA – 19 FEBBRAIO 1993)

"…La giovane artista, diplomata in pittura presso L„Accademia di Belle Arti di Bologna, dove ha potuto seguire i corsi del professore M. Venturelli, ha la pennellata agile per dar corpo a paesaggi, nature morte, fiori e nudi, manifestando una gioia compositiva, un anelito incessante verso forme di libertà. La matericità di alcune composizioni, determinata da interventi a spatola, sembra assorbire un ricco tessuto di vibrazioni che scaturiscono da un fertile scandaglio di certi aspetti dell‟ambiguità del reale…." Michele Fuoco

PERSONALE DAL TITOLO "L‟UNICO"- GALLERIA "IL GRAFFIO" - 1996 BOLOGNA (CATALOGO MOSTRA)

"….La pittura di Loredana Campa vive in apparenza all‟interno dei generi, ma se ne allontana perché in essa emerge con forza e felicità l‟atto del dipingere. Ancora una volta non è l‟oggetto della pittura a determinare la definizione, ma le sue modalità: gli spessori del colore e le dimensioni delle opere sono scelte di un arte riflessiva quanto spontanea…" Valerio Dehò

PERSONALE – GALLERIA "IL CIRCOLO DEL COLLEZIONISTA" - 2000 GALATINA (LECCE) (IL GALATINO – 14 GENNAIO 2000)

"….Dall‟inizio della sua attività pittorica, l‟autrice con estrema coerenza e precisa finalità ha cercato di mantenere un linguaggio espressivo chiaro ed essenziale, con il quale ha saputo conferire particolare risalto ai suoi soggetti; tale linguaggio, senza trasformarsi radicalmente, ha comunque registrato una naturale evoluzione interna che ha coinvolto soprattutto i colori, caratterizzati da contrasti sempre più sfavillanti ed accesi. Con naturale immediatezza l‟artista stende sulla tela un reticolo variegato di pennellate, tutte generate da una gestualità rapida e nervosa che le rende adatte non solo a rappresentare l‟immagine nella realtà ma a cogliere di questa l‟atmosfera. Il colore, la luce, la rapida pennellata che fissa gli oggetti sulla tela; i motivi spesso ripetuti per meglio indagarli, provare e riprovare sulla natura la pittura, assaporare sensazioni che si trasformano in immagini, ecco ciò che ama fare Loredana con la sua arte, vera passione della sua vita…" Antonio Secchi

COLLETTIVA – GALLERIA "CATÙS" - 2000 BOLOGNA (COMUNICATO STAMPA)

"…. Tramite una gestualità rapida ed essenziale, Loredana esprime il legame sempre vivo con il suo luogo di origine: la Puglia; fonte continua di ispirazione con la sua natura aspra e selvaggia e i suoi colori caldi e luminosi. Con un amore costante che si rigenera e si rafforza continuamente, cerca di catturarne i tratti fondamentali ma in particolare di cogliere la spiritualità che pervade quei luoghi. E‟ senza dubbio un modo di leggere e di rappresentare la natura del tutto personale; Loredana ci propone un a pittura paesaggistica fatta di visioni liriche ed intimistiche che, pur partendo dal lato della realtà, dà un‟osservazione concreta ed oggettiva del mondo, ci vengono restituite trasfigurate e rielaborate. L‟opera di reinterpretazione avviene principalmente grazie al colore che assume il ruolo di protagonista assoluto. L‟artista lavora tramite grandi campiture cromatiche utilizzando soprattutto la spatola, quest‟ultima permette rapidità di esecuzione e forte libertà espressiva. I tratti veloci che solcano la tela, a volte con violenza e l‟uso materico del colore sembrano cogliere l‟esigenza profonda dell‟artista pugliese di comunicare ed esprimere ciò che è nel profondo del suo essere. I quadri di Loredana non nascondono mai il fatto di essere tele dipinte, non celano mai il processo creativo da cui hanno avuto origine anzi, c‟è un‟intenzione conscia dell‟artista di lasciare intravedere il supporto grezzo, parti di tele dipinte, quasi per voler rendere partecipe lo spettatore dei diversi stadi che sono stati necessari per giungere all‟opera finita o anche semplicemente per il piacere estetico creato dal forte contrasto tra le parti non finite e la superficie di colore. I paesaggi e le nature morte rimandano gli uni agli altri con notevoli variazioni, continui approfondimenti dei medesimi temi, per cui potendoli osservare insieme, appare chiaro come l‟interesse di Loredana sia finalizzato anche alla ricerca ed allo studio delle molteplici possibilità che possono nascere nel rielaborare e nell‟affrontare, secondo prospettive e punti di vista diversi, le stesse tematiche…" Eleonora Magro

PERSONALE – SALA DI CITTÀ - 2001 SAN LAZZARO DI SAVENA (BO) ( IL RESTO DEL CARLINO - BOLOGNA, 10 MARZO 2001)

"….Indubbiamente questa artista ha un gesto sicuro, deciso e un senso del colore felice. Colori solario e puliti, spalmati senza sbavature e ripensamenti a creare contrasti violenti come in una giornata estiva. Tinte eccitanti alla vita che casualmente, all‟apparenza, compongono paesaggi e figure con tratti essenziali ma rivelatori. Dipinti che, pur nella loro estrema e voluta semplicità, non passano inosservati…" Giancarlo Fabbri 2

COLLETTIVA DAL TITOLO "ARTE AL FEMMINILE" - IL CIRCOLO DEL COLLEZIONISTA- GALATINA (LE) (COMUNICATO STAMPA)

"…Loredana Campa presenta delle pitture ad olio su tele di varie dimensioni. Il soggetto più frequentemente rappresentato, al quale va la sua naturale preferenza, è il paesaggio di vario genere: urbano campestre e marino. Lo strumento principe con il quale stende i suoi corposi impasti di colore è la duttile spatola, che manovra con disinvolta maestria, alternando campiture ampie a frammenti minuti e spigolosi.La ricca gamma di colori utilizzati si basa su toni luminosi e , spesso , a forte contrasto. I singoli elementi che ne costituiscono l‟immagine sono ingabbiati in masse sobrie ed essenziali, provviste talvolta di contorno perimetrale. Le sue immagini, che appaiono obbligatoriamente geometrizzate per l‟impiego delle spatolate, poggiano strutturalmente su un robusto impianto compositivo, avvalorato da un rigoroso senso prospettico. Sono visioni suggestive di estrema pulizia pittorica che generano nell‟osservatore uno stato di rassenerante benessere psicologico…." Antonio Stanca

PERSONAL DAL TITOLO "SINCRONIE" - GALLERIA D‟ARTE CATÙS - 2002 BOLOGNA (COMUNICATO STAMPA)

"…Alla delicatezza dei paesaggi della pittrice, non si addicono i fasci violenti dei riflettori, ma piuttosto l‟aurea ovattata che solo il lume delle candele possono contribuire a creare. E‟ solo con esse che le opere ci parlano veramente, come se la calda fiamma della cera schiudesse un paesaggio tra il muro costruito dalle norme comportamentali che siamo obbligati a seguire, permettendo il fluire verso l‟esterno del fiume delle nostre emozioni più intime. "L‟astrazione può essere considerata come una risposta all‟esigenza dell‟artista di dar forma materiale a qualcosa che per natura è molto astratta cioè le sensazioni più intime del pittore, ma soprattutto come conquista di una nuova forma espressiva, che si allontana dai codici pittorici tradizionali. E‟ per ciò che quando si guardano i quadri di Loredana Campa, la prima caratteristica che s‟impone ,è la ritmicità dei colori che costituiscono le forme, i quali si schiudono agli occhi dell‟osservatore in un mondo di immagini interiori . Ogni sua opera può essere considerata come uno spiragli lasciato volontariamente aperto dalla pittrice per far affiorare la propria interiorità, ed infatti il suo lavoro, non si muove nella volontà di rendere perfettamente riconoscibile l‟oggetto, da ciò, la scomparsa delle linee di composizione, la negazione di fondali, e la definitiva frammentazione dello spazio pittorico. Ogni spatolata di colore nelle opere di Loredana Campa, richiama in un susseguirsi di echi, la sua realtà ancora fortemente legata alla terra di origine ,la Puglia. E proprio la splendida luce cristallina, i meravigliosi azzurri, i turchesi del mare pugliese, passato che attraverso le opere acquistano un‟esistenza sempre attuale, come immagini senza tempo. La forza delle sue opere risiede nell‟esigenza di comunicare i propri sentimenti attraverso l‟espressione gestuale, la quale conseguentemente fa perdere di vista il valore del dettaglio nelle rappresentazioni, per far vibrare il ritmo intenso del magma cromatico, attraverso la negazione della pennellata. L‟equilibrato delinearsi delle forme, si giova dell‟assenza della prospettiva negando il valore evocativo creato dalla profondità illusoria, in quanto è inutile imporre una forma rigida e data come eterna a ciò che per natura non ha forma stabile, le sensazioni, perché è la sensibilità personale che muta il suo apparire. L‟atmosfera che avvolge quei frammenti di realtà, i quali appaiono come interiorizzati, rielaborati da un occhio interno ideale, allontana gli stessi paesaggi e vasi di fiori dalla loro esistenza reale, trasfigurandoli in una visione personale, ma senza abbandonare un certo grado di riconoscibilità , discernibile solo con la visione dell‟opera nella sua interezza. L‟articolazione del suo linguaggio pittorico, si fonda sulla particolare consistenza materia, che fa sì che i paesaggi si sfaldino, e si ricostituiscano in una forma altra rispetto all‟immagine reale, con gli innumerevoli tasselli di colore, che si sovrappongono si amalgamano, acquistando i connotati della leggerezza che, non a caso è la caratteristica delle sensazioni allo stato puro. L‟acuta sensibilità di Loredana Campa, è perfettamente visibile, nonostante l‟utilizzo di una tecnica pittorica di per sé fortemente materia, che tuttavia non cela la delicatezza e l‟impalpabilità di fondo, di gusto specificatamente femminile…" Barbara Fiori

PERSONALE DAL TITOLO " TRACCE" - GALLERIA D‟ARTE ARTEMISIA - 2003 MODENA   LA GAZZETTA DI MODENA – 6 GIUGNO 2003)

…. La giovane artista, le chiama marine, paesaggi, vaso con foglie, ricordo d‟isola, ma anche tracce, orizzonti, fantasie , quasi ad indicare la simulteneità e l‟amalgama di elementi reali ed astratti. Una trama di possibili presenze che Loredana risolve con spessori materici che rendono difficile determinare il confine tra figurativo e astratto, tra realtà e fantasia. Di certo si avverte un desiderio di decantazione delle cose, una tensione compositiva che produce rapporti di coralità d‟immagine che aspira alla purezza attraverso colori di luce….. Michele Fuoco

COLLETTIVA CONCORSO "ART IN PROGRESS. 04" - MUSEO D‟ARTE MODERNA CASTELLO CARLO V - LECCE

Ampie, luminose distese di colore costruiscono l‟ immagine nelle opere di Loredana Campa. La materia pittorica è densa, ricca, rivela l‟interesse e la fascinazione che l‟artista prova per l‟arte informale del secolo scorso. Così come aveva fatto Nicolas de 3 Stael negli anni ‟50, anche la Campa adotta la spatola per stendere e strutturare la massa cromatica: una tecnica difficile, che richiede grande abilità gestuale e sicurezza d‟intenti. Vi è una qualità particolare, nella produzione della Campa, che mi preme in particolare mettere in rilievo, e che si va facendo evidente soprattutto nelle sue ultime opere, come se fosse appunto il nucleo espressivo originario della giovane artista che vada maturando ed emergendo con sempre maggior consapevolezza. Questa qualità si definisce attraverso i requisiti della essenzialità e della rarefazione e sembra realizzarsi attraverso un processo di decantazione concettuale dello spunto figurativo. L‟ immagine è tutto nella mente, chiara e limpida. È nata da un ricordo, da un desiderio, da un frammento di esperienza, ma lo spunto ancorato alle radici del vissuto si è sciolto il più possibile dal suo legame per andare ad adagiarsi sulla superficie duttile e recettiva del pensiero artistico della pittrice. E, lì, ha trovato la sua forma: la sua vera forma. E‟ allora che la mano ha potuto sollevarsi munita di strumento, per andare incontro all‟evento creativo e alla realizzazione del destino dell‟immagine. Perciò il gesto è semplice: non dirò sciolto, non dirò rapido. Non mi sembrano questi i termini più adatti a definirlo: il gesto è semplice in quanto essenziale, in quanto mirato e adatto alla realizzazione materia dell‟opera mentale. C‟è una grande calma, nell‟opera di Loredana Campa; non esiterei a riconoscervi una calma che è qualità spirituale dell‟artista: non parlo ovviamente del vissuto quotidiano, bensì della sua esperienza pittorica, del suo rapporto con la pittura. E‟ la calma di chi riesce a catturare l‟idea artistica – che, come farfalla, tende,si sa, a sfuggire capricciosamente. E‟ la calma di chi riesce a definire entro una gamma cromatica magicamente efficace – perché, ancora una volta, semplice – gli stimoli visivi del reale e le eco affettive ed emotive che questi suscitano. E‟ la calma, anche, di chi sa padroneggiare il proprio mezzo, nella sua complessa articolazione (composizione, disegno, coloritura), ma non sente alcun impulso ad abusare di tale padronanza, né ad ostentarla. Può succedere che in parte il dipinto resti misteriosamente "sospeso" in una sorta do non - finito che sembra esprimere – come quello del tardo Cèzanne – la in essenzialità della rifinitura; la felicità di scoprire che l‟ essenziale, nell‟opera, è già stato detto: una chiusa sarebbe retorica e sarebbe mancanza di rispetto di fronte al verificarsi di questa poeticissima completezza dell‟incompleto. E‟ certo un cogliere l‟attimo: l‟attimo esatto in cui l‟impasto di colore e la spatola, il tratto di matita e il pennello, e infine la tela bianca, come strumenti musicali in perfetta sintonia, abbiano prodotto esattamente l‟effetto voluto, abbiano fatto scaturire tutta la luce e tutta l‟intensità cromatica e abbiano fatto emergere l‟idea, il soggetto, senza , gravarlo di peso…E‟ in quel cogliere l‟attimo che si compie l‟operazione artistica di Loredana Campa: operazione di coraggiosa intelligenza dell‟atto creativo, ove questo aspiri a produrre un effetto di risonanza e significazione lirica dell‟animo di chi guarda.