Critica 
Le tele di Margherita Lipinska, lavorate con passaggi successivi di resine e di pittura, danno la sensazione di un antico documento in cui in parte i colori e la trama del disegno scompaiono e riaffiorano. Esse ritraggono le piante e gli alzati di antichi monumenti ed evocano un passato che riemerge in tutta la sua bellezza e la sua importanza grazie alla maestria di un’artista attentissima e molto sensibile.
a cura di Rita Batosti Granelli
 

Viva Margherita Lipinska! I suoi colori, i suoi monocromi sono un inno alla vita, una cascata di emozioni visive, che pescano nel profondo dei nostri ricordi, che sollecitano lontane e vicine reminiscenze di natura, di cieli, di mari. Le dimensioni inusuali riempiono spazi e territori, invadono con allegria ambienti, atmosfere ed ecologie. Amo i rossi e mi prendo con i blu: vorresti tuffarti in quel fermento creativo, capire e non capire l’effervescenza della tavolozza, immergerti nel godimento estetico per un benessere estatico, senza pensare, senza realizzare, mollare gli ormeggi e via andare, su e giù nella giostra emozionale di una ideale cromoterapia: sentire il colore, scivolare sui contrasti, afferrare le suggestioni, ancora ed ancora…..viva Margherita Lipinska!
a cura di Luigi Mastronardi