Pensiero
d'artista
La pittura è una sintesi
di architettura, composizione, paesaggio: attraverso l'intenso rapporto
morfologico emergono le tracce, i segni del territorio e la loro connessione
all’interno di figurazioni che non esistono nella realtà ma sono delle visioni
che prepotentemente emergono sulla tela. La vita delle figure sta nelle capacità
dell’immaginario di rendere visibile l’invisibile, per un principio simile alle
scienze naturali, alla filosofia o all’arte, la cui vita si fonda sulla ostinata
capacità di rivendicare al mondo che il mistero dell’opera non è racchiuso in un
quadro, nè si conclude nell’oggetto, ma vive di un messaggio che non si risolve
in esso.
L’immaginazione non si contrappone alla realtà, come l’immaginario non è opposto
al reale, ma compone un nuovo quadro, in cui le figure, nella loro composizione,
avvolgono la realtà e ne sono allo stesso tempo contenute.
Il passaggio costruisce un nuovo significato che sostituisce l’antica conoscenza
sistematica della storia in un nuovo complesso di significati. L’immaginazione
apre spazi inaccessibili, diviene processo orientato a partire dalla ricerca di
una figura sintetica.
Questa diviene misura di relazioni, rivelazione di una nuova identità che si
libera nella ricostruibilità del rapporto tra la parte e il tutto. Così la
figura del processo diviene figura del discorso. La prospettiva non serve più,
diventa obsoleta, lontana dal decifrare lo spazio che si frammenta e poi si
ricompone. Un paesaggio visto dall’alto, finito in una ragnatela che contiene,
misura, connette, scambia, incrocia. La complessità ispessisce lo spazio, lo
condiziona con una continuità di movimento per diventare, nella sua astrattezza,
una specie di memoria a fasce. La somma ottenuta non è la fine di un processo ma
il processo stesso, il tempo necessario per verificare la necessità di un
paesaggio. Il paesaggio che interessa è costruito, fa parte di meccanismi e di
combinazioni; sinergie rivelate da una connessione di allusioni e riferimenti
compresi tra arte astratta e territorio stesso, confine sottilissimo e
impercettibile. Le strade, le griglie o i campi arati diventano archetipi di un
paesaggio nuovo e contemporaneo.